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Che gioco è?


TRITomb Raider. Tomb Raider. Come tradurre una cosa così intraducibile? Il CD originale per l'Italia, distribuito dalla Leader, affibbia sul retro alla nostra eroina la qualifica di avventuriera. Predatrice di tombe è la definizione più ricorrente tra i recensori di giochi (e anche la traduzione corretta) ma mi sembra che accostarla alla figura di una squallida "tombarola" sia del tutto fuori luogo. La nostra è prima di tutto una ricercatrice-archeologa, che diventa lungo il percorso del gioco un'eroina, capace di leggere le tracce del tempo e trovare antichi oggetti, reperti archeologici leggendari. Fra le sue doti anche un percorso sportivo d'eccellenza, capace di evoluzioni e salti atletici, oltre che guidare la moto con coraggio e sprezzo del pericolo. Un'ottima e allenata mira risponde ad una naturale istintività che la fa obbedire alla prima legge di sopravvivenza: se attaccata, non risparmia il suo avversario. Voi fareste diversamente? Non la biasimo.

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Il Gioco. Da più parti viene classificato sbrigativamente come "sparatutto". Anche qui, non sono del tutto d'accordo. Certamente si spara molto e con armi diverse, ma ci sono momenti in cui occorre l'arguzia e la logica per proseguire. Doti poco utili nei giochi sparatutto. Ecco perchè ne rifiuto l'etichetta. Senza contare che in un gioco sparatutto quello è lo scopo, mentre in Tomb Raider c'è una storia, un filo logico, una trama decisamente affascinante.

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Inoltriamoci allora in questa trama. Lara Croft, si è fatta un nome come ricercatrice di oggetti archeologici avvolti nella leggenda. Viene contattata da una sedicente imprenditrice che sta cercando uno strano oggetto: lo Scion. L'imprenditrice si chiama Jacqueline Natla e si serve di un tale Larson per un primo contatto. Avveniristico per quei tempi, dato che parla con Lara attraverso lo schermo di un portatile cercando anche di incuriosirla con degli effetti speciali (fantastiche le banconote che piovono sullo schermo).

 

Perchè Miss Natla vuole lo Scion?

Miss Natla (che scopriremo essere proprietaria della Natla's Technologies, ricomprendendo fra le proprietà una miniera su una strana isola dell'altantico) lo cerca in modo scientifico anche attraverso le sue attività imprenditoriali di copertura: essa è l'unica sopravvissuta (o forse no) della razza atlantidea, ne

 

è addirittura una sacerdotessa e ha in mente, attraverso i poteri magici di questo oggetto, di riportare alla luce una razza - sub-umana nelle fattezze - tale da soppiantare l'attuale manifestazione intelligente nel mondo. Il mito di Atlantide non è forse un po' impegnativo per uno sparatutto?


Dove andremo nel gioco

Per arrivare allo scopo però Natla deve incuriosire Lara, individuata come la migliore fra gli archeologi-avventurieri disponibili, in modo che sia disposta a cercare in Perù, in Grecia, in Egitto e infine su un'isola dalle profondità misteriose, i tre pezzi dispersi di questo oggetto, dello Scion. La trama ci viene svelata poco alla volta, incontrando alla fine dei blocchi di livello (i primi quattro, i secondi cinque, poi altri tre e poi ancora tre) i personaggi chiave di

 

questa avventura. Che saranno principalmente gli altri due sovrani di Atlantide ormai consumati nei loro sepolcri, ossia Qualopec e Tihocan, custodi di due parti di questo oggetto. La terza parte è nascosta nel "Santuario dello Scion", in Egitto. Violare queste tombe e questo santuario, fra mille pericoli e trappole, toccherà a noi, nelle vesti della nostra eroina che livello dopo livello ci conquisterà: Lara Croft.


Considerazioni globali

Una trama complessa e intrigante, costruita con attenzione e logica, in un crescendo di difficoltà mai soverchianti in situazioni e i luoghi che Lara attraversa nella sua ricerca. Gli ostacoli sono commisurati al livello di gioco che si affronta, gli avversari sempre alla portata delle armi che via via sono messe a disposizione. Il gioco non scade mai in ambientazioni o situazioni poco credibili ma rimane coerente ed emozionante fino alla fine. Forse l'unico appunto, l'unica critica, può essere fatta all'abbi-

 

gliamento della nostra bella avventuriera, quei pantaloncini e quella magliettina leggerissima che porta sia in cima alle montagne Peruviane dal clima ostile, più consono alle sicuramente bollenti ambientazioni di Atlantide, alle prese con colate e fiumi di lava incandescente.
Nei sequel a questo aspetto è stato posto rimedio. Pensandoci bene però, a noi nostalgici piace proprio così: Pantaloncini kaki, Maglietta rigorosamente verde-acqua, Zainetto e Fondine, sempre ben allacciate alle cosce.


Ringraziamenti

Nello sviluppo delle spiegazioni ho anche inserito i dialoghi dei filmati, autorizzato ad avvalermi della traduzione recuperata in rete dell'amico (disegnatore di livelli) Francesco Z. (aka FZ), che ringrazio anche per avermi reso più chiara la trama del gioco

 

e dato un senso al ruolo di alcuni personaggi che potevano apparire improbabili (che ci fa un ragazzino con lo skateboard nelle Miniere di Natla? scorrete le soluzioni per saperlo!).



Ho scritto anche troppo, buon gioco. Se gradite, potete visionare quello che ci aspetta oppure l'Inizio

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