Tomb
Raider IV - The Last Revelation Qualcosa è cambiato
Io, Semerkhet, alto sacerdote di Horus, metto in guardia chiunque rimuoverà l'amuleto che imprigiona lo spirito di Seth.
Colui che banchettò con gli sciacalli all'alba dell'uomo tornerà così a profanare la terra. Seth, signore del male, sarà nuovamente libero al volgere di un millennio lontano, accompagnato da calamità e pestilenza e l'intero raccolto appassirà sotto un cielo infuocato.
Seth dice: "Io sono l'ombra che oscurerà il Sole, Io sono colui che porta tormento e malattia e scatenerò la mia eterna ira consumatrice su tutte le terre".
Secondo la mitologia Egizia, il fatto che Seth sia in un sepolcro, è possibile. E' anche possibile che a sigillo del sepolcro sia posta una croce ansata (Ankh) simbolo della vita e della creazione. Quanto al fatto che Seth sia il potente signore del male, questo magari può essere, ma nella concezione mitologica, simbolica. Seth resta l'elemento oscuro della civiltà secondo la tradizione Egizia, sicuramente poco raccomandabile. Capace di richiamare in vita orde di scheletri battaglieri? Nel gioco, ci può stare.
Un complicato intreccio di livelli
The Last Revelation è un capitolo completamente nuovo. Lara, ridisegnata da cima a fondo, è in grado di fare nuove cose, dispone di maggiori capacità di interazione con gli oggetti, può assemblare i manufatti. Il giocatore rimane sorpreso dal fatto che non c'è più un percorso scandito da livelli in progressione, ma può circolare in questi a piacimento. I livelli diventano di fatto delle "aree di esplorazione", in cui spostarsi in libertà. L'esplorazione è in questo gioco la principale protagonista. Il numero delle aree è molto alto, Lara ne visita fino a 35, senza contare il l'andirivieni per completare la soluzione degli enigmi. Rimane sì una concezione a blocchi ma per gruppi di livelli, ovvero, quando termina l'esplorazione di un sito, trova mezzi per spostarsi che non le consentiranno di tornare indietro. La zona delle operazioni è talmente vasta che a differenza degli episodi precedenti, Lara non viaggerà nel mondo ma resterà sempre in Egitto, cosa comprensibile dato l'elevato numero di siti archeologici presenti in questi luoghi. Gli enigmi avranno una valenza importantissima, sono disseminati ovunque nel gioco e molti saranno di non immediata soluzione. Non solo, ci sono anche delle situazioni casuali che intervengono nel percorso di gioco scombinando le cose e costringendo a soluzioni alternative. I combattimenti continuano ad essere frequenti e con nemici diversi, ma sono circoscritti e sporadici, insidie sul percorso dell'esplorazione. Molte le sequenze filmate inserite nel gioco, diverse le panoramiche che avremo per valutare la situazione dall'alto. L'unico mio rammarico viene dai tratti morfologici di Lara. Troppo bassa, troppo poco longilinea. Come si dice, anche l'occhio vorrebbe la sua parte...

Lara bambina
Un'altra novità è data dal fatto che conosceremo Lara bambina. Intraprendente e civettuola, avremo modo di guardarla inerpicarsi e correre cercando di star dietro al suo mentore, il Professor Werner Von Croy. Scopriremo vari indizi su come è venuto a formarsi il suo abbigliamento preferito, dove ha trovato lo zainetto da spalla. I capelli lunghi e l'aria sognante che diventeranno la treccia e il carattere pratico che ben conosciamo.
Un gioco di opinioni
Un gioco diverso, una Lara diversa. Tomb Raider IV, The Last Revelation, è per Lara Croft e le sue avventure un episodio che segna un punto di svolta di enorme portata. Ma anche un traguardo. Rifare Lara così probabilmente dev'essere costato uno sforzo enorme da parte del Team di sviluppo una specie di slancio finale per una figura, quella di Lara Croft, che il mercato considera in questi anni aver imboccato una parabola discendente. Nel finale Lara rimane sepolta, intrappolata dalle stesse rovine che tanto ama esplorare, quasi a significare la volontà di un finale definitivo, testamento di disegnatori e programmatori per un ultimo atto, col malcelato desiderio di liberarsene dopo anni di estenuanti fatiche. Il desiderio di chiudere con un capolavoro un gioco longevo che ricomprenda tutte le caratteristiche che hanno segnato l'epopea della nostra stellina e che faccia ancora faticare i giocatori per risolvere ogni difficoltà. Un gioco per i giocatori incalliti, gioco di costanza e di pazienza. Gioco aperto. Proprio l'ultimo gioco? Impossibile, farla finire qui sarà fatica sprecata.. noi non riusciamo a starne senza.
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