Tomb Raider
I Gold
L'ombra della Dea Bastet e Un Lavoro da finire
(The shadow of the Cat - Unfinished Business)

Quattro livelli per i nostalgici
Unfinished
Business, così si chiama questo gioco che aggiunge praticamente
quattro livelli a Tomb Raider I. In realtà sono due livelli in
Egitto dal nome "L'ombra del Gatto" e altri due in ambientazione
Atlantidea, che danno il nome al CD.
L'idea
di quattro livelli aggiuntivi, una sorta di ritorno sui luoghi (del
delitto?), non sempre è una buona idea. Infatti, per quanto alla
Core si siano sforzati stupirci, e pur ritrovando le ambientazioni a
noi familiari, con locazioni ampie e - udite udite - con il cielo stellato,
portare in fondo questi livelli lascia alla fine un po' di amaro in
bocca. Proprio perchè non c'è una storia precisa che li
supporta e i finali sono bruschi, senza filmati o qualcosa di veramente
conclusivo. Niente a che vedere con TR II Gold che invece presenta episodi
suggestivi e ben confezionati. Ma ne parleremo a suo tempo.
Anche
aiutandoci con l'introduzione che possiamo leggere nel libretto allegato
al CD, prodotto soltanto in inglese, non ne sappiamo molto di più.
Per
quanto riguarda "The Shadow of the Cat", leggiamo: Lara ritorna
a Khamoon per scoprire il segreto della statua del gatto (la dea Bastet)
bella e misteriosa. Infatti, questa statua, incontrata nel livello "La
Città di Khamoon", le ha suscitato una serie di ipotesi
tali da convincerla a ritornare in quei luoghi.
Se nel frattempo le rovine si fossero allagate? E se la statua nascondesse
davvero un sepolcro, una tomba, magari dedicata alla leggendaria dea
Bastet, la Dea-gatto? La Core ha così sviluppato una nuova storia
con un motivo dominante: il gatto. Lo troviamo sulle decorazioni murarie,
nei geroglifici, troviamo statue disseminate in molti punti e qualche
gatto vivo e cresciutello non proprio amichevole. Nuovi enigmi, alcuni
basati sull'interpretazione egizia delle nove vite del gatto. Tanto
per capire che non avrai molta fortuna nella camera di Seth.
In
realtà, le ambientazioni di questi livelli presentano simpatici
riferimenti al genere felino, fino ad una stanza dove i bassorilievi
sono addirittura in movimento, gattoni in corsa. Carina anche la parte
esterna del primo livello (vi ho detto del cielo stellato) dove con
un po' di ingegno si può "fuggire" dal percorso per
esplorare i limiti del gioco... senza spingersi troppo in là,
pena la morte istantanea.
Un
po' più chiara la trama dei secondi due livelli, meno belli e
un po' noiosi. Anche per Unfinished Business, leggiamo il libretto:
Due livelli per esperti che ci mostrano il drammatico ritorno di Lara
ad Atlantide. Lara (ma non ci dicono come) ha scoperto i resti di una
costruzione atlantidea (nel libretto viene chiamata aliena ma in realtà
è abitata dalle creature che abbiamo conosciuto in Atlantide),
che potrebbe contenere un nido, un vivaio di queste creature. Lara si
è messa in testa di sterminarle totalmente prima che infestino
l'umanità. (Ah, Lara!).
L'idea dietro a "Unfinished Business", ci spiega il libretto,
era di creare un finale alternativo a TR I dove Lara si trovasse a fronteggiare
un orda pressochè soverchiante di creature atlantidee nella difesa
del loro territorio. Un territorio-trappola per una sfida da duri intesa
proprio come continuazione del livello "Atlantide" del gioco
originale. Livelli costruiti con un'architettura coerente e con percorsi
che rendono l'idea che qualcosa di importante sia lì protetto,
offrendo al giocatore segnali di pericolo tali da fronteggiare con le
giuste scelte gli avversari in ogni luogo. Sono state usate molto le
trasparenze, quasi ovunque, per dare a questi luoghi chiusi un senso
più ampio ma anche per permettere di riconoscere per tempo i
mortiferi nemici.
Apprendiamo
però alcune simpatiche informazioni su Lara, nell'introduzione,
sempre del libretto. Questa ci informa che: Lara Croft, figlia di Lord
Henshingly Croft, aristocratica per nascita, fu educata come tale. Dopo
aver frequentato le scuole fino all'età di 21 anni, un matrimonio
di rango era una sicura possibilità. Ma al ritorno da un vacanza
sugli sci, il volo privato che la trasportava precipitò nel cuore
delle catene himalayane. Unica superstite, Lara imparò a sopravvivere
in un ambiente freddo e ostile, un mondo così lontano dalla sua
protetta educazione. Due settimane più tardi riuscì a
raggiungere il villaggio di Tokakeriby forte di un esperienza che l'avrebbe
segnata per sempre. Incapace di rimanere nella claustrofobica e soffocante
atmosfera dell'alta e buona società inglese, capì ciò
che veramente voleva fare della sua vita in quei momenti trascorsi in
solitudine. Negli otto anni successivi acquisì una profonda conoscenza
delle antiche civiltà di tutto il mondo. La sua famiglia ben
presto prese le distanze da quella che era diventata ai loro occhi un
figliol-prodigo, e lei si mise a scrivere per procurarsi e finanziarsi
delle spedizioni archeologiche. Divenne famosa per aver scoperto diversi
siti archeologici di notevole interesse e si fece un nome pubblicando
guide di viaggio ma anche attraverso l'eco dei giornali che riportavano
i suoi successi e ritrovamenti archeologici.
Che
dire... che sicuramente la biografia di Lara è stata poi più
volte rivista e riadattata alle necessità commerciali ma, questa
prima versione ha sicuramente tracciato la personalità della
nostra eroina.
Passerò
senza ulteriore indugio ai percorsi di Tomb Raider I Gold, a cominciare
dal Ritorno in
Egitto
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