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Filmato di introduzione
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Perù
Caverne
La Città sepolta di Vilcabamba
La Valle dimenticata
Il Sepolcro di Qualopec

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Cosa troveremo nel gioco

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Grecia
Il Monastero (St. Francis' Folly)
L'anfiteatro

Il Palazzo di Re Mida
La Cisterna
La Tomba di Tihocan

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Egitto
La Città di Khamoon
L' Obelisco di Khamoon
Il Santuario dello Scion

Livello di apprendimento

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Il Mondo Nascosto
Le Miniere Natla
Atlantide
La Grande Piramide

La Casa di Lara


TTPagina iniziale
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Tomb Raider I - Lo Scion

Che gioco è?

Tomb Raider. Tomb Raider. Come tradurre una cosa così intraducibile? Il CD originale per l'Italia, distribuito dalla Leader, affibbia sul retro alla nostra eroina la qualifica di avventuriera. Predatrice di tombe è la definizione più ricorrente tra i recensori di giochi (e anche la traduzione corretta) ma mi sembra che accostarla alla figura di una squallida tombarola sia del tutto fuori luogo. La nostra è un'eroina, una ricercatrice-archeologa capace di trovare le tracce del tempo, antichi oggetti, reperti archeologici leggendari. Ma anche una ragazza ben allenata, con un'ottima mira, capace di evoluzioni e salti atletici, oltre che guidare la moto con coraggio e sprezzo del pericolo. Fra le sue doti una naturale istintività che la fa obbedire alla prima legge di sopravvivenza: se attaccata, non risparmia il suo avversario. Voi fareste diversamente? Non la biasimo.

Il Gioco. Qualcuno classifica questo gioco come sparatutto. Non sono d'accordo. Certamente si spara molto e con armi diverse, ma ci sono momenti in cui occorre l'arguzia e la logica per proseguire. Doti poco utili nei giochi sparatutto. Ecco perchè ne rifiuto l'etichetta. Senza contare che in un gioco sparatutto quello è lo scopo, mentre in Tomb Raider c'è una storia, un filo logico, una trama decisamente affascinante.

Il prologo. Lara Croft, si è fatta un nome come ricercatrice di manufatti archeologici. Viene contattata da una sedicente imprenditrice che sta cercando uno strano oggetto: lo Scion. L'imprenditrice si chiama Jacqueline Natla e si serve di un tale Larson per un primo contatto. Avveniristico per quei tempi, dato che parla con Lara attraverso lo schermo di un portatile cercando anche di incuriosirla con degli effetti speciali (fantastiche le banconote che piovono sullo schermo).

Cosa vuole Miss Natla. Miss Natla (che scopriremo essere proprietaria della Natla's Technologies, ricomprendendo fra le proprietà una miniera su una strana isola dell'altantico) vuole lo Scion perchè in realtà la sua attività è una copertura: è l'unica sopravvissuta (o forse no) della razza atlantidea, ne è addirittura una sacerdotessa e ha in mente, attraverso i poteri magici di questo oggetto, di riportare alla luce una razza sub-umana nelle fattezze ma tale da soppiantare l'attuale manifestazione intelligente nel mondo. Il mito di Atlantide.. direi che è un po' impegnativo per uno sparatutto, non credete?

Dove andremo nel gioco. Per far questo però, Natla ha bisogno di una Lara inconsapevole (è quanto di meglio fra gli archeologi-avventurieri sulla piazza), che sia disposta a cercare in Perù, in Grecia, in Egitto e infine su un'isola dalle profondità misteriose, i tre pezzi dispersi di questo oggetto, dello Scion. La trama ci viene svelata poco alla volta, incontrando alla fine dei blocchi di livello (i primi quattro, i secondi cinque, poi altri tre e poi ancora tre) i personaggi chiave di questa avventura. Che saranno principalmente gli altri due sovrani di Atlantide ormai consumati nei loro sepolcri, ossia Qualopec e Tihocan, custodi di due parti di questo oggetto. La terza parte è nascosta nel "Santuario dello Scion", in Egitto. Violare queste tombe e questo santuario, fra mille pericoli e trappole, toccherà a noi, nelle vesti della nostra eroina che ormai ci ha conquistato: Lara Croft.

Considerazioni globali. Una trama complessa e intrigante, costruita con attenzione e logica, in un crescendo di difficoltà ben congegnate con le situazioni e i luoghi che Lara attraversa nella sua ricerca. Gli ostacoli sono commisurati al livello di gioco che si affronta, gli avversari sempre alla portata delle armi che via via sono messe a disposizione. Il gioco non scade mai in ambientazioni o situazioni poco credibili ma rimane coerente ed emozionante fino alla fine. Forse l'unico appunto, l'unica critica, può essere fatta all'abbigliamento della nostra bella avventuriera, quei pantaloncini e quella magliettina leggerissima che porta sia in cima alle montagne Peruviane dal clima ostile, più consono alle sicuramente bollenti ambientazioni di Atlantide, alle prese con colate e fiumi di lava incandescente.

Nei sequel a questo aspetto è stato posto rimedio. Pensandoci bene però, a noi nostalgici piace proprio così: Pantaloncini kaki, Maglietta rigorosamente verde-acqua, Zainetto e Fondine, sempre ben allacciate alle cosce.

Ringraziamenti. Nello sviluppo delle spiegazioni ho anche inserito i dialoghi dei filmati, autorizzato ad avvalermi della traduzione recuperata in rete dell'amico (disegnatore di livelli) Francesco Z. (aka FZ), che ringrazio anche per avermi reso più chiara la trama del gioco e dato un senso al ruolo di alcuni personaggi che potevano apparire improbabili (che ci fa un ragazzino con lo skateboard nelle Miniere di Natla? scorrete le soluzioni per saperlo!).

Ho scritto anche troppo, buon gioco. Se gradite, potete visionare quello che ci aspetta oppure l'Inizio


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